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WING TSUNG


Il Wing Tsung è un'arte marziale cinese nata e sviluppata per le agressioni in strada. Tradizione e moderna preparazione fisica, si fondono per dare al praticante uno sviluppo psicofisicodi primo livello e gli strumenti per difendere se stesso. Chi ama il WING TSUNG, elimina tutte quelle pratiche spettacolari, in strada inapplicabili, e tutte quelle tecniche sportive che, seppur premianti in gara, sono poi svantaggiose in una aggressione senza regole e limitazioni guadagnando cosi semplicità ed efficacia. Ne deriva quindi un sistema di combattimento, che abbatte ogni distinzione di peso, età, altezza o sesso, che permette di affrontare qualunque avversario ad armi pari. Il WING TSUNG basa la sua efficacia su principi validi in ogni situazione, lasciando che l'avversario decida lui stesso come venir messo fuori combattimento. Può sembrare assurdo o solo una fantasia già sentita ma sarà il vostro corpo ad adattarsi all'attacco dell'avversario sfruttandone i varchi e la sua forza. Molti la chiamano magia, i più scettici finzione ma ciò che vedono fare ad un praticante di WING TSUNG è terribilmente reale per l'agressore. Un' arte marziale  completa che abbandona il folklore tradizionale per affrontare situazioni moderne. L'allievo saprà difendersi a mani nude e con le armi sia in piedi che nel combattimento a terra. Nulla sarà lasciato al caso a cominciare dalla strategia di combattimento per evitare quell'empirismo sterile e spesso pericoloso.

 

 

 

 

CHE COS’E’ IL WING TSUNG?

 

Il Wing Tsung è uno stile di Kung fu nato dallo Shaolin per combattere lo Shaolin stesso. Praticabile a tutte le età, garantisce benessere psicofisico oltre ad essere un arte marziale semplice, efficace e immediata. Il Wing Tsung come sistema di combattimento si differenzia notevolmente dagli altri metodi, anche il suo metodo d'insegnamento è del tutto differente. E' un sistema economico e diretto che non richiede movimenti preparatori come per esempio tirare indietro il pugno per incamerare la forza o ritirare il piede dopo un calcio prima di metterlo al suolo, ecc., in quanto, tutto ciò contraddice il principio Wing Tsung dell'economia del movimento.

La difesa, quando è possibile, è accompagnata da un simultaneo contrattacco, i movimenti percorrono sempre le distanze più brevi e si utilizza al massimo la forza dell'avversario sia in attacco che in difesa.
Coloro che sono interessati agli aspetti avanzati del Wing Tsung come arte marziale, troveranno che esso permette una ricchezza di movimenti che, attraverso i principi del Wing Tsung e specifici modelli motori, diventa pressochè illimitata. Difficilmente combattenti Wing Tsung di livello avanzato trovano limiti all'autorealizzazione e all'interpretazione personale.

Il Wing Tsung è l'applicazione di 4 principi all'interno di un modello motorio che è descritto da 6 forme tradizionali. Il modo migliore per studiare queste forme e le loro applicazioni è frequentare i seminari di livello avanzato tenuti dalla W.E.I.A. (WingTsung Escrima Italian Alliance)

Più grande è il numero di forme che praticante di Wing Tsung riesce a dominare, maggiori saranno i modelli motori che egli potrà combinare con i 4 principi. Per il principiante è sufficiente la "prima forma" (Siu Nim Tao), la "seconda forma" (Chum - Kiu) è insegnata nel livello intermedio, lo studente progredito domina la "terza forma" (Biu – Tze), quella più elevata (senza armi o attrezzi). La cosiddetta "forma del pupazzo di legno" elimina la necessità di avere un compagno di allenamento, mentre le due forme di Wing Tsung con le armi (bastone lungo e coltelli) introducono nuove dimensioni nell'uso di un sofisticato lavoro di gambe contro avversari armati. Probabilmente non esiste nessun altro stile di combattimento le cui strategie e tattiche siano strutturate in modo cosi geniale e logico come quelle del Wing Tsung e che richieda una forza fisica cosi limitata. Infatti il Wing Tsung è particolarmente adatto per quelle persone che non possiedono una grande forza fisica (come ad esempio le donne).

La differenza più significativa fra i tradizionali stili di Kung fu ed il Wing Tsung non sta, comunque, tanto nelle caratteristiche formali, quanto nella rivoluzionaria concezione generale. Il Kung Fu tradizionale si affida a sequenze di movimenti stereotipati e prestabiliti, in altre parole a combinazioni apprese meccanicamente. In un combattimento reale, tuttavia, l'avversario (al contrario del compagno d'allenamento) non attacca mai secondo uno schema prestabilito e non mostra mai in anticipo le proprie intenzioni. Nel Wing Tsung i nostri movimenti sono determinati direttamente da quelli dell'avversario. La nostra tecnica consiste in una reazione diretta che è esattamente adatta all'azione dell'avversario.
Per raggiungere reazioni veloci ed effcienti in accordo con questo principio, è stato sviluppato l'allenamento Chi-Sao (mani appiccicose). Il Chi-Sao è il collante che lega i singoli movimenti in combinazioni sensate e non prestabilite. Senza il Chi-Sao, il nostro Wing Tsung sarebbe solo una raccolta di singole tecniche isolate e di combinazioni stereotipate. Il Chi-Sao è l’anima del Wing Tsung.


 

CARATTERISTICHE DELLO STILE:

 

Il Wing Tsung è l’autodifesa nella sua forma più pura.

Il Wing Tsung è il sistema di difesa personale più intelligente mai pensato dall’uomo perché:

Il Wing Tsung non è basato sulla forza fisica o su abilità acrobatiche e quindi permette ad una persona debole di difendersi

Il Wing Tsung ti insegna ad usare la forza dell’aggressore per ritorcergliela contro.

I movimenti di difesa personale del Wing Tsung derivano da riflessi tattili che sono meccanici e direttamente determinati dall’attacco dell’avversario. In questo modo il Wing Tsung non è suscettibile alle cosidette “finte” per indurci a sbagliare.

Il Wing Tsung può essere imparato abbastanza velocemente.

Il Wing Tsung soddisfa la richiesta di "difesa proporzionale" e quindi si presta per essere usato dalle forze dell'ordine.

Il Wing Tsung è un sistema d’arte marziale completa. Il suo senso non sta tanto nella parte stilistica esterna quanto nella rivoluzionaria totalità dei concetti!

L’istantaneità, il piccolo numero di movimenti usati, ecc. fanno del Wing Tsung la più veloce arte marziale!


"meno è di più" .



 

I QUATTRO PRINCIPI:

 

PRIMO PRINCIPIO: Se la via è libera avanza!

Se nessuno ostacolo blocca la strada, il combattente del sistema WT porterà l'attacco direttamente sull'asse centrale dell'avversario. "Direttamente" significa che l'attacco non arriva da un lato o da un angolo, ma che il combattente avanza ed attacca (senza caricare) seguendo il cammino più corto: la linea retta.


SECONDO PRINCIPIO: Se la via non è libera attaccati al tuo avversario!

I praticanti dei metodi tradizionali di autodifesa, se sferrano un pugno con la mano destra e questo viene bloccato, tenderanno ad indietreggiare per assestare un secondo colpo o per sferrare un calcio. Nel WT invece questo modo di agire è del tutto sbagliato. Infatti il nostro motto è :"se il tuo attacco incontra un ostacolo non ti ritirare, ma attaccati all'avversario"! Non appena le nostre braccia entrano in contatto con quelle dell'avversario, dobbiamo mantenere la pressione in direzione della linea centrale verticale senza tirarle indietro. Sia il contatto che la pressione vanno mantenuti.


TERZO PRINCIPIO: Se la forza dell'avversario è superiore alla tua, cedi!

Quando il braccio dell'avversario entra in contatto con un punto qualunque del nostro braccio e vi esercita anche una minima pressione, questa causerà una deformazione, cioè costringerà il nostro braccio ad una reazione riflessa, che avviene senza il controllo del cervello (quindi senza perdita di tempo). La reazione viene provocata direttamente dall'azione di attacco dell'avversario. Questo è ciò che intendeva Bruce Lee quando diceva: "La mia tecnica è la tecnica del mio avversario". In altre parole, la vostra azione è la reazione riflessa dell'azione dell'avversario. L'attacco dell'avversario finisce quindi per dare al vostro braccio una forma che vi garantisce protezione.


QUARTO PRINCIPIO: Se l'avversario indietreggia seguilo!

Questo principio è la conseguenza di una costante pressione in avanti. Grazie appunto alla costante pressione in avanti è possibile penetrare immediatamente ed automaticamente in ogni apertura che si presenta, come l'acqua.


E LE QUATTRO VIE DELLA FORZA:

 

In relazione alla forza, ci sono quattro principi nel Wing Tsung:


1. Liberati della tua forza!

2. Liberati della forza dell’aggressore!

3. Usa la forza dell’aggressore!

4. Aggiungi la tua forza alla forza dell’aggressore!


Attraverso un intenso allenamento, gli studenti di Wing Tsung imparano a “prendere in prestito” l’energia dell’attacco in una sorta di “cedimento” controllato. Le parti del corpo attaccate sono “caricate” in modo da ridigere la potenza dell’aggressore immediatamente, e con l’intera forza d’impatto con la quale erano state aggredite.

 

 

QUALCHE ASPETTO PECULIARE DEL WT:

 

LA FAMIGLIA WT: Nel Wing Tsung è presente un sistema familiare tramandato dal Confucianesimo che suddivide in ordine gerarchico i praticanti. Questo "rapporto di parentela" come nelle vere famiglie, rimane invariato nel tempo, vale a dire che se un giorno ad esempio un Si-hing verrà nominato Sifu, egli sarà chiamato Sifu dai suoi nuovi allievi ma resterà invece Si-hing per gli altri. L'osservanza di questo sistema familiare non deve intendersi come una pura formalità bensi' come un impegno nel cercare dei rapporti profondi di rispetto e solidarietà all'interno di ogni scuola di Wing Tsun.


SI JO: Avo (maestro)

SI GUNG: Nonno (maestro) femminile: SI TAI

SIFU: Padre (maestro)

SI HING: Fratello maggiore (istruttore) femminile: SI JE

TO DAI: Figlio (allievo)

SI DAI: Fratello minore (allievo)

SI MUI: Sorella minore (allieva)

TO SUEN: Nipote (allievo)

Dal "Sifu" gli allievi vengono chiamati "To-Dai" (figli), mentre per il loro "Si-Hing" essi sono "Si-Dai" (fratelli minori) e infine rispetto al "Si-Gung" essi sono "To-Suen" (nipoti).


FILOSOFIA E WT: Si dice: tre insegnamenti, una famiglia e cioè Confucianesimo, Taoismo e Buddismo, tre filosofie parzialmente contraddittorie costituiscono lo sfondo spirituale del Wing Tsung.


- Il CONFUCIANESIMO insegna il sentimento di fiducia,il rispetto reciproco tra l'allievo e l'insegnante ed è utile per il metodo d'insegnamento.


- Il BUDDISMO insegna l'infaticabile e attento esercizio e l'atteggiamento durante il combattimento.


- Il TAOISMO insegna la saggezza del cedere e l'armonia tra gli opposti.


Nel 520 D.C. ,Bodhidharma (Ta Mo) introdusse il buddismo nel monastero Shaolin in Cina dove ben presto venne influenzato dal tardo pensiero taoista.

Il taoismo ha avuto una notevole influenza sulle tecniche utilizzate nel Wing Tsung. Lao Tsu disse che era sbagliato combattere la forza con la forza.

Se la forza dell'avversario è superiore alla propria è preferibile inizialmente cedere, in modo tale da fargli perdere l'equilibrio e quindi sfruttare contro di lui la sua stessa superiorità. I principi di combattimento del Wing Tsung (cedere, assorbire la forza avversaria, non opporre la propria forza a quella superiore dell'avversario, Wu-Wei, ecc.) cosi' come le loro manifestazioni (le deformazioni riflesse, la rotazione passiva, ecc.) rivelano chiaramente quale filosofia si trova alle origini del sistema Wing Tsung.
Per quanto riguarda il confucianesimo, al centro di questo pensiero c'è l'uomo. Confucio riteneva fosse molto importante forgiare il carattere di ciascun individuo e quindi, del popolo intero attraverso la diffusione e il miglioramento dell'insegnamento pubblico, consolidando e tutelando in tal modo lo stato e la società. L'allievo deve sempre essere guidato dal buon esempio del suo insegnante! I più giovani e subalterni devono mostrare rispetto ed ubbidienza verso i più anziani e superiori. Cosi' nel Kung-fu, ad esempio nel rapporto tra Sifu e To-Dai oppure tra Si-Hing e Si-Dai,non si tratta di un obbedienza cieca: ognuno accetta il suo ruolo e rispetta gli altri a vantaggio proprio e di tutti.


PUGNI A CATENA: I cosiddetti pugni a catena sono tra le armi più efficaci. Gli stili tradizionali non conoscono mezzi per opporvisi; come lo stesso nome suggerisce, i pugni a catena sono una serie di colpi centrali. La successione dei colpi si aggira generalmente sugli otto pugni al secondo (fino a tredici per gli esperti di WT). Mentre assesta queste serie di colpi il combattente rimane sempre ben protetto, cioè egli non apre mai la sua guardia. Errori da evitare nel portare i pugni catena sono:

spingere in avanti le spalle;

colpire in alto o in basso tracciando un arco;

colpire lateralmente;

portare indietro il pugno anteriore prima che il posteriore abbia iniziato il movimento in avanti (non c’è nessuna protezione).


L’ECONOMIA DEL WT: Il Wing Tsung è concepito in modo tale che una persona possa gestire un combattimento in maniera efficace con appena pochi movimenti.

La migliore difesa personale è quella che può difendere la maggior parte degli attacchi con il minor numero di movimenti!

Nel WT siamo in grado di fare fino a tre modelli di movimento allo stesso tempo .


LA LINEA CENTRALE: Tutti i nostri punti vitali del nostro corpo (gola, cuore, genitali, ect) si trovano sulla linea mediana centrale e verticale… ecco perché bisogna proteggere questa linea posizionando adeguatamente le braccia e le gambe. Anche i punti vitali dell’avversario si trovano lungo questa linea… perciò bisognerà attaccare lungo la linea centrale dell’avversario.


 

LE TRE PARTI DI UNA CLASSE DI WT:


1° Le Forme

Le "Forme" derivano dal fondamentale raggio di movimento naturale che è stato integrato per scopi di difesa personale e sono anche state tradizionalmente riconosciute come contributrici alla rilassatezza generale, alla meditazione e allo star bene.



2° Il Chi Sao (mani appiccicose)

Il Wing Tsung è l’unica arte marziale che si contraddistingue con l’esercizio dei riflessi tattili, unico nel suo genere, che sono determinati dal senso del tatto. I riflessi difensivi del Chi Sao sono provocati in modo meccanico ed immediato dall’attacco dell’aggressore. Essi sono sempre esattamente adattati e appropriati alla situazione. I riflessi del Chi Sao sono molto più veloci di quelli provocati dalla reazione ad un impulso visivo e permettono anche ad un combattente di Wing Tsung di difendersi senza vedere. Il Chi Sao è la colla che integra un numero di singoli movimenti in una coerente combinazione che non è preordinata, ma comunque adatta alle necessità di una data situazione. Senza il Chi Sao il Wing Tsung consisterebbe solamente in un accumulo di tecniche singole o movimenti morti. Questo fa che il Chi Sao sia la vera anima del Wing Tsung!



3° Il Lat Sao (esercizio di sparring)

Il fine del Wing Tsung è di sviluppare la capacità di combattere. Nel Lat Sao ( che significa "combattimento libero" ) lo studente di Wing Tsung impara a confrontarsi senza paura in un combattimento uno contro uno. Egli può esaminare il livello del suo lavoro senza paura di far male al suo compagno, cosa che fa del Lat Sao una parte significativa e motivante del Wing Tsung.


I 5 STADI DI UN COMBATTIMENTO: In una situazione di autodifesa reale non esistono regole di lealtà (che possono alterare l’esito di un combattimento)! Questo è il perché nel Wing Tsung noi diamo importanza ad un allenamento che sia il più completo possibile e che riconosca tutte le "cinque distanze" che fanno parte di una situazione di combattimento.

1° Stadio: combattimento con le vostre gambe

2° Stadio: combattimento con le vostre mani

3° Stadio: combattimento con ginocchia e gomiti

4° Stadio: afferrare, proiettare

5° Stadio: combattimento a terra


In ogni situazione sopra citata I principi di Wing Tsung possono essere applicati con successo, questo è il motivo per cui molti praticanti di arti marziali abbracciano il Wing Tsung.

In una sessione di allenamento di Wing Tsung i pugni, i calci, ecc., sono eseguiti tutti con un contatto leggero così che il rischio di infortuni e mantenuto al minimo.

Il Wing Tsung inizia dove la maggior parte degli altri stili finisce: il combattimento a corta distanza senza compromessi!

 

ULTERIORI BENEFICI DEL WT:

 

Accanto all’enfasi sulla difesa personale, ci sono molti altri attraenti benefici nella pratica del Wing Tsung: • Il meglio nel campo della difesa personale

• Allenamento dei riflessi e delle reazioni

• Allenamento della concentrazione

• Esercizi di respirazione e meditazione

• Fitness e condizionamento fisico

• Fiducia in se stesso e rilassatezza

• Una pratica filosofia di vita

• Incontro con persone simpatiche

• Un passatempo divertente

• Salute

 

 

Autodifesa Wing Tsung: da donne, per donne contro gli uomini.


Il sistema Wing Tsung ha le migliori, più efficaci e più economiche risposte per tutte le situazioni di autodifesa.
Probabilmente non esiste nessun altro stile di combattimento le cui strategie tattiche siano strutturate in modo così geniale e logico come quelle del Wing Tsung e che richieda forza fisica così limitata.
Un’ altro aspetto insolito è che il Wing Tsung è l’ unico stile di combattimento sviluppato da due donne:
Ng Mui e Yim Wing Tsung. Ng Mui era la miglior combattente donna nel tempio shaolin ed era addirittura superiore agli uomini.
Molte storie raccontano di come la bella Yim Wing Tsung sconfisse i più forti rappresentanti di altri stili con il suo sistema intelligente.
Infatti il sistema Wing Tsung, rispetto agli altri stili di combattimento, è più adatto al sesso femminile poiché è l’ unico che, in caso di emergenza, permetta alla donna di potersi realmente difendere il motivo per cui più uomini che donne praticano il Wing Tsung è dovuto sicuramente dal tipo di allenamento previsto dal nostro sistema tutto orientato alla concretezza questo orientamento pratico può non soddisfare le aspettative di molte donne che ricercano movimenti più eleganti come, per esempio, quelli della danza.
E’ vero che molte donne sono attirate dalla “mascolinità” del Karate e lo preferisco alla “morbidezza” del Wing Tsung, poiché l’ allenamento del Karate premette loro di esprime gli aspetti maschili della loro natura.
Allo stesso modo, molti uomini “duri” che praticano il Wing Tsung si sentono soddisfatti nel poter esercitare ed esprimere intelligenza e flessibilità, nell’ essere il “torero” piuttosto che il “toro”.
Comunque, poiché il Wing Tsung è un sistema realistico di autodifesa tagliato su misura per le donne queste non dovrebbero ignorare un sistema che è stato creato per il sesso fisicamente più debole.




DONNE & WINGTSUNG

 

E' un dato di fatto che la criminalità sta prendendo piede ormai ovunque. Basta leggere i giornali o guardare i notiziari alla televisione, per vedere quasi ogni giorno come qualcuno sia vittima di un'agressione, dagli scippi, alle violenze carnali, aggressioni molte volte armate. La paura di andare in giro da sole, in metropolitana, a prendere la macchina in un parcheggio sotterraneo è spesso una sensazione della quale non si può fare a meno. Ed ecco che spopolano i corsi di difesa personale, corsi la maggior parte delle volte tirati su alla meno peggio, della durata di qualche mese o addirittura un week end, con un pacchetto di tecniche preconfezionate senza logica chiara dietro, che non servono a niente, corsi che dovrebbero venire incontro a queste esigenze, ma che in realtà finiscono solo per speculare sulla paura della gente, lasciando la stessa con delle nozioni il più delle volte sbagliate e con un pugno di mosche in mano.

Cominciamo a sfatare due pensieri che ormai fanno parte della nostra cultura e che sono quelli dominanti quando si parla di aggressioni:

1) Proprio per un problema culturale (letteratura,cinema,ecc.) la maggior parte della gente pensa che in uno scontro fisico la vittima e l'aggressore abbiano dei ruoli ben precisi che non possono essere intercambiati (è quello che si vede nei films: il buono è vestito di bianco, il cattivo di nero e per tutto il film i colori rimangono gli stessi), quindi, in caso di aggressione, si pensa che quel giorno si abbia avuto sfortuna e ci si rassegna al ruolo di vittima, sperando che l'aggressore faccia il suo "mestiere" il più in fretta possibile, pregando che poi non ci faccia cosi male.

2) Contro un avversario fisicamente più forte di noi, non c'è nessuna possibilità di scampo.

Per quanto riguarda il primo punto, è completamente falso che i ruoli non sono intercambiabili: esistono delle statistiche fatte su delle donne che hanno subito un'aggressione, che dimostrano come quelle che hanno reagito in maniera decisa (pugni,calci,ecc.) siano riuscite ad evitare che l'aggressore continuasse nel suo intento: quelle che hanno reagito in maniera moderata hanno raggiunto un'effetto minore, mentre di quelle che non hanno reagito affatto o in maniera poco decisa, la maggior parte ha subito l'aggressione fino in fondo. Per quanto riguarda il secondo punto , bhe il Wing Tsung è la dimostrazione del contrario!!! Il Wing Tsung è un sistema di difesa personale cinese , sviluppato da donne, per le donne, contro gli uomini. Lo scopo è quello di dare a chiunque una possibilità reale di difendersi contro avversari fisicamente più forti.

Questo è possibile grazie ai particolari principi che muovono le tecniche. Essi sono indipendenti da fattori quale la forza fisica, il peso corporeo, l'agilità o l'età di una persona, per cui tutti sono in grado di apprendere questo sistema. Inoltre con il Wing Tsung si impara a prendere in prestito l'energia dell'avversario per ritorcergliela contro, principio questo ancora una volta a vantaggio delle persone fisicamente più deboli. Le tecniche apprese si basano sulla velocità di esecuzione, hanno una logica ben precisa e non sono limitate da schemi fissi, cosa che sarebbe fatale in un'aggressione. In questo modo chiunque, dopo un adeguato periodo di allenamento, può riuscire a difendersi in modo concreto, intercambiando i ruoli di cui si parlava al primo punto.

Il sistema Wing Tsung rinuncia ad ogni genere di tecniche spettacolari e si orienta unicamente verso situazioni realistiche di combattimento corpo a corpo, vengono eliminati movimenti superflui, calci alti e tecniche complicate, la cui esecuzione richiederebbe troppo tempo.
Il metodo Wing Tsung è congegnato in maniera straordinariamente logica e, grazie al suo approccio lineare, incredibilmente efficace.
Le caratteristiche principali sono la contemporaneità della difesa e del contrattacco, in cui non viene messa in pratica la classica tecnica di parata utilizzata negli stili tradizionali.
Le tecniche e le tattiche di combattimento sono estremamente flessibili, versatili e sempre indirizzate contro l'avversario.
Il Wing Tsung insegna come reagire, senza panico, ad attacchi improvvisi.
La forza dell'avversario viene utilizzata in maniera determinante per la propria difesa.
L'allenamento di Wing Tsung è sempre finalizzato alla reale autodifesa, preferendo nelle esercitazioni il contatto leggero.
Le tecniche e i metodi del Wing Tsung vengono utilizzati in modo misurato ed efficace. Non si spreca né tempo né energia in movimenti superflui.
Il Wing Tsung è molto veloce da imparare e può quindi, essere messo in pratica in brevissimo tempo in caso di concrete necessità di autodifesa.
La fiducia e la sicurezza in se stessi - stimolate dal metodo relativamente rapido da imparare - aiutano sicuramente a prevenire l'uso sconsiderato di armi da fuoco in situazioni di confusione e tensione.
Grazie alla sicurezza e alla fiducia nella propria superiorità fisica, vengono soddisfatti i principi fondamentali degli obbiettivi della polizia
(interventi calmi, sicuri e senza paura)

 

Wing Tsung e dimensionamento scientifico



Oggi noi abbiamo una concezione della scienza che 3 secoli e mezzo fa, in Cina non c'era. Eppure l'esperienza ed il costante collaudo di maestri ha permesso di ottenere risultati che farebbero invidia oggi, al più moderno dimensionamento scientifico basato sulla biomeccanica umana.

Confermato infatti dalla stessa scienza biomeccanica di oggi, Il Wing Tsung elimina la pericolosità delle tecniche basate sulle doti fisiche, impedendo ad esse sin dall'inizio dello scontro di essere sviluppate; per farlo il praticante di WT attraverso una speciale geometria intercettiva, toglie fulmineamente tutto lo spazio esistente tra se e l'avversario, limitandone sensibilmente la manovra,una disciplina che lotta senza l'uso della vista tutto ciò avviene in pochi decimi di secondo.

Difatti nel momento istantaneo di avvicinamento, la riduzione della distanza fra due avversari, implica l'incapacità di poter "vedere" alcune tecniche di pugno o calcio e questo, a causa dei tempi di reazione. Il Wing Tsung è l'unica arte marziale al mondo che tiene conto dei difetti conseguenti dai tempi di reazione; a distanza media (da 80 a 50 centimetri). L'avversario che esplode su di noi un pugno, riuscirebbe a colpirci prima ancora che i nostri occhi abbiano trasmesso al cervello tale informazione. Il sistema Wing Tsun, grazie ad una speciale geometria che gestisce intelligentemente (ma istintivamente) le aree invisibili quanto le visibili, intercetta come un radar ogni tipo di colpo.... singolo o concatenato.



Yin e Yang nelle tecniche di WT



L' obbiettivo del Wing Tsung attraverso questa instaurazione del contatto, non è semplicemente quello di potersi difendere da attacchi invisibili, ma anche e soprattutto quello di poter controllare qualsiasi combinazione di movimento avversario (e ce ne sono migliaia) al fine di non lasciargli assolutamente il minimo spazio, intrappolarlo, frenarlo... come ad immergerlo nelle sabbie mobili ed il tutto... in pochissimi secondi. Naturalmente vi è una continuità della reazione avversaria, che si esprime in continui e rapidissimi tentativi di difesa, attacco o liberazione dal polipo WT.

Per continuare a controllare l'avversario istantaneamente (e naturalmente continuare a colpirlo con qualsiasi tecnica abbiamo a disposizione) il praticante WT viene addestrato con particolarissimi programmi di geometria e sensibilità cenestesica, tattile e propriocettivo.

Tali controlli sono fatti in maniera da non opporre mai la forza (dote fisica) alla forza, ma cedendo in maniera precisa e rapidissima a qualsiasi pressione, modificando la nostra geometria al minimo cambiamento di direzione.

Non opporre mai la forza alla forza non significa però che il Wing Tsung sia molle... anzi, se l'avversario non esegue la stessa geometria difensiva si apre istantaneamente a dei buchi, che il praticante di WT utilizza per colpire in maniera "dura e spigolosa".

Al duro opponiamo il morbido (vuoto) ed al vuoto offriamo il duro!

 

WINGTSUNG ed UNITA’ SPECIALI

 

 

Che differenza c’è fra un Agente Operativo dei “ Corpi Speciali “ o di un’Unità d’Elite e una qualunque persona che voglia seriamente avvicinarsi alla difesa personale reale, concreta ed efficace?

A parte i compiti, finalità ed obiettivi professionali diversi, come è logico, per quanto riguarda la protezione totale della propria persona dal punto di vista fisico, per il Wingtsung, per la sua “ logica “, i suoi principi e anche per i suoi programmi, non c’è nessuna differenza!

Perché compito e dovere di un sistema di difesa personale, qualunque esso sia, è quello di garantire a chiunque il più alto grado di protezione personale e di efficienza in ogni situazione, sia egli un comune cittadino, un poliziotto ecc., senza lasciare nulla al caso.

E il WingTsung da sempre ha fatto propria questa filosofia.

Le diverse manifestazioni di violenza che ogni giorno accadono in tutto il pianeta, costituiscono una realtà attuale innegabile: per diversi motivi e sotto le più dissimili circostanze, gli esseri umani affrontano con un’allarmante frequenza crescente, la violenza nelle sue molteplici espressioni.

Non si tratta di una realtà circoscritta quasi esclusivamente ad un agente delle Forze dell’Ordine, ma oggi può riguardare ognuno di noi.

La sicurezza è, quindi oltre che il problema prioritario per ognuno una questione di necessità ed un dovere anche nei confronti di chi ci è vicino.

Nel Wingtsung il principiante, sin dai primi giorni di studio, impara a conoscere ed ad applicare uno dei programmi di difesa personale più innovativi l' E.T.T.D.S.(Effective Tactical Total Defense System) che basa la sua efficacia e la sua semplicità di applicazione proprio nella realtà quotidiana; un Programma particolare di preparazione che è stato provato e testato “sul campo” proprio da corpi scelti della Polizia di Stato, dai Carabinieri e altre Forze dell'ordine.


Sono tecniche semplici ed efficaci che si adattano ad ogni tipo di persona, quelle che caratterizzano il Wingtsung, permettono un reale controllo di uno o più aggressori, utilizzando anche la sua- o loro forza ed energia.

L’istruttore Roberto Zamboni 5°PG per il quarto anno consecutivo, ha realizzato a Roma uno Stage di addestramento,( di cui i primi tre sono stati fatti con un Comandante dei GSG9 tra cui è anche un Master 7° P.G. di WT) con mandato ufficiale dal Ministero dell' Interno.

Allo stage erano presenti, agenti della Polizia di Stato, Carabinieri, Magistrati da tutte le parti d’Italia, per due giorni tutti insieme , si sono sottoposti alle metodologie e ai programmi previsti con grande impegno e professionalità.

Grande attenzione è stata prestata ai programmi di preparazione “sotto stress fisico mentale”, ricostruendo tutte le possibili situazioni d’attacco, disagio e stress, che sono lo scoglio contro il quale si scontrano inevitabilmente tutte le tecniche, le strategie e gli schematismi.

I contenuti, il valore dello stage e l’impegno, sono un contributo costante alla formazione degli insegnanti di Wingtsung; un momento di formazione, preparazione e verifica importante, che permette di rispondere a esigenze estremamente specifiche e professionali.

La presenza ulteriore di questa importante figura professionale, ha permesso inoltre di trattare tematiche e programmi tecnici e di addestramento avanzati, che non lasciano spazio per i giochi né per tecniche sviluppate per il marketing del combattimento.




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La leggenda e la storia del WingTsung


La storia del WingTsung si basa su un manoscritto originale del defunto Grand Master Yip Man e sulle ricerche del Gran Master Leung Ting. Nelle sue elaborazioni il prof. Leung Ting fa continuamente considerare che molti elementi della leggenda del WingTsung non sono storicamente dimostrabili e che alcuni di essi sono anzi addirittura scorretti dal punto di vista storico scientifico. Con i1 passare del tempo, fatti veri sono stati mescolati a racconti inventati ed è nata così una storia delle origini, che, nonostante tutto o, magari, proprio per questo continua ad affascinare. Durante il governo K’angh­si della dinastia Ching, i seguaci dello Shaolin Kung Fu erano talmente famosi, per la loro arte del combattimento, che il governo Ching se ne preoccupò a tal punto, da decidere di uccidere i monaci e di distruggere il monastero che si trovava sul monte Sung, nella provincia Honan, nella Cina centrale. Furono quindi inviati numerosi soldati con l’ordine di distruggere il monastero e di estinguere la comunità religiosa. Ma i monaci del monastero Shaolin opposero una resistenza così forte, che il monastero ne rimase indenne perfino dopo una lunga e dura lotta. Chan Man Wai, il migliore dell’anno tra i candidati all’esame dei funzionari, voleva fare carriera nel governo e così espose il suo piano. Per poterlo attuare, fece una congiura con alcuni monaci del monastero Shaolin, il più importante dei quali si chiamava Ma Ning Yee. Quest’ultimo si lasciò convincere a tradire i suoi compagni e incendiò il monastero a loro insaputa. In questo modo si riuscì a ridurlo in cenere. Durante l’incendio morirono la maggior parte dei monaci e dei laici esperti di combattimento. Alcuni combattenti riuscirono però a scamparla e tra questi i Cinque Anziani, capi dei cinque stili Shaolin. La maestra buddista Ng Mui, il maestro Chi Shin, il maestro Pak Mei, il maestro Fung To Tak ed il maestro Miu Hin con i suoi discepoli, particolarmente Hung Hai, Kwun, Fong Sai Yuk e Luk Ah Choy. Uno dei Cinque Anziani, il maestro Chi Shin, che era anche abate e che prima dell’incendio aveva avuto la maggior parte degli allievi, li convinse della necessità di dover combattere contro i Manciu. Per questo Chi Shin e i suoi allievi preferiti vennero ricercati con mandato di cattura. Chi Shin ordinò loro di disperdersi in tutto il paese per evitare di essere catturati. Egli stesso, per potersi salvare, assunse la falsa identità di cuoco rifugiandosi su una giunca rossa. Altri maestri, come Miu Hin e sua figlia Miu Tsui, si nascosero a lungo presso le stirpi dei Miao e dei Yao, tra Szechwan e Yunnan. Più tardi vagabondarono per il paese ed arricchirono sempre di più le leggende cinesi. In Cina sono famose le storie “Fong Sai Yuk sfida i difensori di un torneo” e “Ng Mui uccide Lee Pa Shan sul paletto dei fiori di pruno”. Dopo la distruzione del monastero Shaolin i sopravvissuti si divise­ro per potersi salvare con più probabilità dalla persecuzione del governo dei Manciu. Il Master Chi Shin, ad esempio, assunse l’identità di cuoco su una giunca rossa (la “giunca rossa” era la nave di trasporto delle troupe di teatro, normalmente dipinta di rosso e adornata di bandiere variopinte). La monaca Ng Mui si rifugiò nel tempio della Gru Bianca, sul monte Tai Leung. Lì ebbe modo di dedicarsi indisturbata all’arte marziale e allo Zen. Per lungo tempo Ng Mui rifletté su come avrebbe potuto creare una nuova arte marziale, capace di offrire la possibilità, anche a persone fisicamente deboli, di sconfiggere esperti delle Arti Marziali classiche. La leggenda racconta che Ng Mui ebbe l’ispirazione decisiva osservando una lotta tra una gru e una volpe. La volpe girava intorno alla gru, nella speranza di poter sferrare un attacco mortale, sul fianco non protetto di quest’ultima. La gru, però, si girava in continuazione in modo da mostrare alla vol­pe il suo petto. Ogni volta che la volpe si avvicina­va troppo, tentando di attaccarla con una zampa, la gru si difendeva con un’ala e, contemporaneamente, contrattaccava con il becco. Mentre quindi la gru si difendeva con l’ala e contrattaccava con il becco, la volpe astuta si avvaleva della velocità delle proprie gambe e degli attacchi a sorpresa. Non ha importanza come sia terminata questa lotta. Ng Mui sviluppò, grazie all’idea ricavata da quell’osservazione, un nuovo sistema di arti marziali. Le caratte­ristiche distintive più importanti del nuovo sistema di Ng Mui, rispetto al Kung Fu Shaolin, consistevano nei movimenti più semplici ed adattabili, nell’orientamento alla prassi e nell’impiego più economo della forza. Il sistema di Ng Mui aveva come scopo la sconfitta del nemico, non con la forza, bensì con il metodo. Sul monte Tai-Leung Ng Mui conobbe un certo Yim Lee e sua figlia WingTsung, il cui nome significa “bella primavera”. Il sistema della monaca Ng Mui deve il suo nome melodioso proprio a questa giovane ragazza. A quei tempi la monaca buddista Ng Mui viveva nel tempio della Gru Bianca, sul monte Tai Leung e, più volte al mese, era solita frequentare, per acquistare i viveri, il mercato del vicino villaggio, dove la giovane ragazza Yim WingTsung vendeva il tofu insieme a suo padre. I due erano fuggiti dalla loro terra natia, la provincia Guangdong, poiché sfortunatamente il padre era stato coinvolto in un problema giudiziario. Essendo stato allievo del monastero Shaolin, egli aveva appreso alcune tecniche di combattimento che impiegava, all’occorrenza, per ristabilire la giustizia dalle sue parti. Per questa ragione, cadde in tali difficoltà, che lo costrinsero ad abbandonare la sua terra e a rifugiarsi ai confini delle province Szechwan e Yunnan, sul monte Tal Leung. Yim Wing Tsung crebbe e divenne una ragazza bella ed intelligente, ma la sua bellezza ed affabilità sarebbero state anche la fonte di gravi problemi. Infatti in quel luogo viveva un noto attaccabrighe che si chiamava Wong, il quale cercava continuamente di provocare liti. Purtroppo gli abitanti del villaggio non sapevano difendersi da lui, visto che egli era un esperto di Kung Fu e che apparteneva ad una società segreta. Attratto dalla bellezza di Yim WingTsung, egli la chiese in sposa; WingTsung, però, era già stata promessa sin dall’infanzia ad un giovane di nome Leung Bok Chau, un mercante di Fuchia. Wong le mandò un messaggero, fissandole una scadenza e minacciandola di usare violenza nel caso in cui ella lo avesse respinto. Padre e figlia vivevano quindi nel timore per il loro futuro. Con l’andare del tempo Ng Mui era diventata cliente abituale di Yim Lee e spesso si intratteneva con i due. Un giorno, ella si rese conto che erano tormentati da grandi preoccupazioni. Yim Lee le raccontò ogni cosa e Ng Mui, che era dotata di spiccato senso della giustizia, decise di aiutare WingTsun. Ella però non desiderava punire personalmente il malfattore, da un lato per non far scoprire la sua vera identità, e dall’altro perché un combatti­mento tra lei, la famosa maestra del monastero Shaolin ed uno sconosciuto picchiatore sarebbe stato considerato sleale ed inglorioso. Per questi motivi volle aiutare Yim WingTsung trasmettendole l’arte del combattimento. Dopo soli tre anni di lezione privata, la giovane ragazza padroneggiava perfettamente il metodo che le era stato mostrato. Dopo l’addestramento Ng Mui la mandò di nuovo nel tempio della Gru Bianca da suo padre. Non appena WingTsung fu ritornata al villaggio, fu molestata dal picchiatore Wong. Questa volta ella non scappò, ma lo sfidò in un duello. Il “rowdy” era sicuro della sua vittoria e già si rallegrava all’idea di aver finalmente conquistato la ragazza. Purtroppo per lui, però, aveva fatto male i calcoli poiché WingTsung lo sconfisse mettendolo k.o.. Dopo questa vittoria, WingTsung continuò ad esercitarsi nel combattimento e, allorché Ng Mui decise di proseguire il suo viaggio, fu esortata a trovare un degno successore e a istruire solo gli allievi giusti. Yim WingTsung sposò il suo fidanzato Leung Bok Chau e gli trasmise il metodo di combattimento che aveva appreso da Ng Mui. Leung Bok Chau, che prima di sposarsi aveva prati­cato il kung Fu, non ascoltava la moglie quando questa gli parlava della sua arte marziale, credendo che una donna fosse troppo debole per poter essere considerata una pericolosa rivale per un uomo. Una volta, pero, WingTsung ebbe finalmente l’opportunità di dargli una dimostrazione pratica della sua abilità, e da allora, ogni volta che combattevano insieme, essa riusciva a sconfiggere il marito. Solo a quel punto egli riconobbe che sua moglie era una grande maestra di arti marziali, e per renderle omaggio chiamò questo sistema di kung Fu: “WingTsung Kuen”. Leung Bok Chau si allenò regolarmente con la moglie fino a diventare egli stesso un Master di quest’arte marziale. Più tardi egli trasmise questo sistema a Leung Lan Kwai, un ortopedico ed erborista che non voleva rendere pubbliche le sue conoscenze di Kung Fu, tenendole gelosamente per sé. Nemmeno i suoi parenti e gli amici più intimi sapevano che egli fosse un Master di Kung Fu. Il suo segreto venne svelato solo quando egli sbaragliò un gruppo di picchiatori che aveva attaccato un uomo solo. Se Leung Lan kwai non fosse stato costretto in quel momento a mostrare la sua abilità, la storia del WingTsung sarebbe forse finita qui. Così invece successe che egli trasmise il suo sapere a Wong Bo, un attore che faceva parte di una troupe teatrale. All’epoca tutti gli attori dell’opera venivano chiamati I giovani della giunca rossa”. Leung Lan Kwai originariamente non aveva alcuna intenzione di insegnare ad altri questo sistema, ma l’onestà e il senso della giustizia di Wong Bo lo distolsero dal suo proposito ed egli lo accettò come allievo. A quei tempi la maggior parte dei “giovani della giunca rossa” si occupava di arti marziali. Durante le loro rappresentazioni si truccavano così pesantemente da diventare irriconoscibili. Per questo motivo anche il Master buddista Chi Shin, uno dei Cinque Anziani del monastero Shaolin, che come la monaca Ng Mui era scampato al grande incendio, assunse l’identità di cuoco su una “giunca rossa , per evitare di essere riconosciuto ed arrestato. Sebbene egli avesse nascosto la sua vera identità per lungo tempo, si confidò ad alcuni colleghi che non lo tradirono, ma che, al contrario, lo protessero ripetutamente con successo nelle situazioni pericolose. Erano tutti degli uomini dagli ideali onesti, e, soprattutto erano contro il governo dei Manciu. Per questo si impegnavano segretamente a far crollare questo regime, fondando delle società segrete che intraprendevano azioni contro di esso. In questo modo Master Chi Shin divenne il loro eroe. Egli insegnò loro l’arte del combattimento e, per preparali all’imminente lotta contro i Manciu, li istruì nel kung Fu del monastero Shaolin. Degno di essere menzionato tra gli allievi di Master Shin era Leung Yee Tei; egli si trovava sulla giunca rossa non in qualità di attore, ma di marinaio e governava la giunca con l’aiuto di una lunga pertica. E chiaro, per questo, che tra tutte le tecniche offerte dal Master Chi Shin, quella che egli preferiva era la tecnica con i bastoni lunghi. Leung Yee lei ebbe molta fortuna, poiché Master Chi Shin, uno dei pochi esperti dei bastoni lunghi, lo ritenne degno di apprendere tali tecniche. Proprio attraverso Leung Yee Tei le tecniche con il bastone lungo avrebbero trovato accesso al sistema WingTsun. In età avanzata Leung Yee Tai trasmise l’arte del WingTsung a Leung Jan, un famoso medico di Fatshan, una delle quattro città più importanti della provincia Kwangtung, nella Cina del sud. Fatshan, molto trafficato per via della sua posizione favorevole alla foce del fiume Perla, era un famoso centro commerciale, crocevia di funzionari statali, ricchi mercanti, operai e gente comune. Leung Jan, che lì aveva un’erboristeria, proveniva da una buona famiglia, era colto, gentile e disponibile; egli non si occupava solo dell’erboristeria, ma prestava anche assistenza medica ai suoi concittadini. Essendo un buon medico godeva della fiducia degli abitanti della città e il suo studio era molto frequentato. Nel suo tempo libero egli si dedicava alla letteratura e, con meraviglia di qualcuno, anche all’arte del combattimento. Tuttavia, era piuttosto indeciso su quale stile seguire e non aveva molta considerazione per te posizioni basse e per i lunghi ponti, che agli altri apparivano forti e vincenti: a lui interessavano poco gli stili che si affidavano quasi esclusivamente alla forza fisica, come pure quelli che si basavano su movimenti eleganti ma poco pratici. Ciò che cercava era un sistema i cui movi­menti fossero semplici e che si potessero eseguire in modo pratico ed efficace. Passò molti anni alla ricerca di un sistema giusto e soprattutto di un bravo insegnante, finché la sua pazienza venne ricompensata: incontrò Leung Yee Tai e da lui apprese il sistema WingTsung. Leung Jan, grazie alla sua abilità, si guadagnò ben presto il titolo di ‘re del Kung Fu” del WingTsung. La sua fama lo costrinse però a sostenere diverse sfide: ambiziosi combattenti lo costrinsero a difendere il suo titolo, ma questi venivano regolarmente e rapidamente sconfitti. Ovunque il suo nome era noto, si parlava con entusiasmo del suo titolo di re del Kung Fu e delle sue vittorie. Persino oggi, la vecchia generazione del Kung Fu parla ancora con profonda ammirazione dei suoi combattimenti.Dal punto di vista finanziario, non era necessario che Leung Jan insegnasse il WingTsung: egli, infatti, lo faceva unicamente perché aveva bisogno di un compagno di allenamento per i suoi studi sul sistema. Per questo motivo aveva pochissimi allievi, tra i quali bisogna menzionare i suoi due figli, Leung Tsun e Leung Bik. Ogni sera, dopo la chiusura della sua farmacia, insegnava il WingTsung. Uno dei suoi allievi fu soprannominato ,,Wah, il taglialegna”, perché le sue braccia erano dure come il legno e poiché spesso, durante l’allenamento, egli riusciva a rompere le grosse braccia dell’Uomo di legno. Ogni sera, insieme ai suoi compagni di allenamento, Wah perfezionava le sue abilità nel WT sotto la guida del suo maestro Leung Jan. Vicino alla farmacia si trovava la bancarella di un cambiavalute che era appassionatissimo di Kung Fu e che desiderava ad ogni costo trovare un famoso Maestro. Trovandosi con la bancarella nei pressi della farmacia di Leung Jan, egli aveva la possibilità di ammirare da vicino le esibizioni del Maestro. Avrebbe dato chissà cosa per poter diventare suo allievo. Leung Jan era però un ricco cittadino, proveniente da una famosa famiglia, e l’umile Chan Wah Shun non aveva il coraggio di chiedergli un tale favore, poi­ché aveva paura che la sua proposta venisse respinta. Tutte le sere, dopo il lavoro, Wah il cambiavalute, in punta di piedi si appostava davanti alla porta de­lla farmacia per osservare la lezione di WingTsung attraverso uno spiraglio. Mas­ter Leung Jan era il suo idolo: neanche uno dei suoi movimenti, effettuati con le mani o con i piedi, sfuggiva alla sua attenzione. Giorno dopo giorno, il suo desiderio di apprendere il WingTsung cresceva sempre più. Un giorno si fece coraggio e si rivolse a Leung Jan e, come aveva previsto, la sua proposta venne cordialmente, ma decisamente, respinta. Pur rimanendone naturalmente profondamente deluso, Wah non abbandonò le sue speranze ed escogitò un piano per raggiungere il suo obiettivo: un giorno, mentre Leung Jan era assente, Wah il taglialegna portò un uomo molto forte nella farmacia dove si trovava solo Leung Tsun, il figlio minore di Leung Jan. Avrete naturalmente già capito che lo sconosciuto non era altri che Wah il cambiavalute che, osservando regolarmente le lezioni dalla fessura della porta, aveva già imparato abbastanza bene diverse tecniche di WingTsung. Leung Tsun volle combattere con il cambiavalute non solo per vedere quanto avesse imparato attraverso le lezioni ‘proibite”, ma anche per dimostrare la sua superiorità. Egli, però, non si era duramente allenato come Wah il taglialegna. Wah il cambiavalute si rese conto al primo contatto che il suo avversario non era così forte ed abile come si era aspettato. Senza volerlo, il colpo con il palmo della mano di Chan Wah Shun fu talmente forte che Leung Tsun volò sulla sedia preferita di suo padre, rompendola. Esterrefatti dall’esito del combattimento, temettero il ritorno di Leung Jan che li avrebbe sicuramente puniti, vedendo che la sua sedia preferita era andata distrutta. Per fare in modo che non se ne accorgesse raccolsero i pezzi e lì assemblarono al meglio. La sera, dopo cena, Leung Jan che voleva riposarsi un po’ sulla sua sedia prediletta, sì trovò improvvisamente a terra! Interrogato il figlio, venne a sapere dello sconosciuto e del combattimento. A Leung Jan interessava particolarmente sapere in che modo Wah il cambiavalute avesse appreso il WingTsung e scoprì che egli aveva osservato di nascosto le sue lezio­ni e che aveva segretamente ricevuto lezione dal suo allievo Wah il taglialegna. Leung Jan dopo aver rimproverato il taglialegna, poiché non era permesso dare lezioni di Kung Fu senza il suo consenso, mandò a chiamare Wah il cambiavalute. Temendo per il suo allievo “proibito” una punizione da parte di Leung Jan, gli consigliò di non recarsi dal Maestro, ma di rifugiarsi nel suo paese natio. Ritornato in farmacia, egli apprese che Leung Jan non covava alcun desiderio di punizione e che voleva semplicemente constatare l’abilità del cambiavalute. Felicissimo, chiamò il suo amico che, una volta esaminato raggiunse finalmente il suo scopo, venendo ammesso da Leung Jan. I Manciù governavano i cinesi da oltre 200 anni, in questo modo riuscirono a divenir parte della cultura cinese. li muro esistente agli inizi non esisteva quasi più e ciò si manifestava nel fatto che non c’erano più sentimenti di Odio verso i Manciù e che i cinesi avevano sempre maggiori possibilità di occupare posti nel governo dei Ching. Il governo dei Ching (e cioè i Manciù) si era abituato allo stile di vita cinese divenendo ben presto corrotto. Attacchi da parte di altri Paesi erano all’ordine del giorno e molti fattori stavano portando al graduare indebolimento del morale e del loro potere militare. Una delle soluzioni era quella di rinforzare il potere del Paese esercitando meglio i militari. A questo proposito ci si rivolse a Chan Wah Shun e per questo gli si offri il posto di istruttore-capo dei Soldati dell’8~ gonfalone, come veniva chiamata la forza militare dei Mandò. Era una posizione prestigiosa e di potere. Eppure per Chan Wah Shun, il successore di Leung Jan, non era un onore essere capo-istruttore dei soldati Manciù. Esattamente come per il suo Sifu, per lui la lezione di Kung-Fu era una passione e non una professione. Chan Wah Shun, il cambiavalute, divenne quindi il successore di Leung Jan. Alcuni dei nostri lettori che non conoscono a fondo la tradizione cinese si sarebbero sicuramente aspettati che uno dei due figli di Leung Jan -Leung Tsun o Leung Bik - diventassero i suoi legittimi successori. Ma nel Kung-Fu cinese non esiste una successione al trono di solito i figli di un Grandmaster si esercitano meno duramente degli altri allievi, in primo luogo perché meno motivati ed inoltre per il fatto di trovarsi spesso in contrasto con la Via seguita dal padre. E’ certo che tutti i genitori desidererebbero che siano i propri figli a diventare suoi successori e ciò è dimostrato anche dal fatto che solo a loro insegnavano le tecniche più avanzate. Nella maggior parte dei casi però, il figlio si accontentava del puro sapere teorico, seguendo il motto “io so cose che tu non sai .”, e non si curava di impadronirsi di qualcosa che avrebbe potuto ereditare dal padre. Cosi il figlio, che conosceva solo la teoria ma quasi niente della pratica, finiva con il diventare arrogante e geloso degli allievi del padre. Per tale motivo, non i figli di Leung Jan, bensi Chan Wah Shun divenne il suo successore; per questo non il figlio di Chan Wah Shun, Chan Yu Min, bensì Yip Man divenne il suo successore; per questo non uno dei figli di Yip Man (dei quali due insegnavano il Wing Chun), bensi Leung Ting è la persona che attualmente ha l’onere di diffondere il WingTsung nel mondo. Nonostante il figlio di Leung Ting pratichi il Kung-Fu, nel WingTsung non esiste una successione al trono, cosa che vale anche per le altre arti marziali cinesi, nelle quali l’unica cosa che conta è l’abilità. Chan Wah Shun non aveva una sua scuola, ma affittava di volta in volta dei locali seconde le esigenze. Nei suoi 36 anni di insegnamento ebbe solamente 16 allievi, tra i quali suo figlio, Chan Yu Min, un ragazzo maleducato che, con grande dispiacere di suo padre, era spesso coinvolto in risse con giovani criminali della sua città. A causa di ciò, Chan Wah Shun non trasmise a suo figlio le tecniche più avanzate del WingTsung, ma le mostrò a sua nuora. Chan Yu Min fu più tardi costretto ad apprendere dalla moglie quelle tecniche che il padre si era rifiutato di mostrargli. Bisogna però ricordare che Chan Yu Min era abbastanza esperto nell’impiego dei bastoni lunghi e così si guadagnò il titolo di “re dei bastoni lunghi delle sette province” durante una competizione. Come premio ricevette un gigantesco bastone lungo, sul quale era inciso il suo nome e, allorché aprì una propria scuola, appese tale bastone sulla porta per attirare allievi.Fu l’ultimo Gran Maestro che tutti considerarono un leader. Di una famiglia benestante, ricco proprietario di un terreno e di una via intera con tutti i suoi immobili, Yip Man avrebbe potuto fare la vita comoda e sicura di un “bohemien”, senza sporcarsi le mani con il lavoro. Ma all’improvviso e sorprendendo tutti i familiari, il giovane Yip Man scoprì ben presto la sua passione per le arti di combattimento (per un cinese colto e benestante non era consentito scegliere il Kung Fu come hobby). Come succede nei Paesi occidentali con la Boxe o la Lotta, le Arti Marziali erano considerate in Cina lo svago delle classi inferiori. In realtà i giovani intellettuali occidentali cominciarono ad interessarsi a questo tipo di pratiche dopo averle infarcite con elementi pseudofilosofici. Al contrario del Karate che in Giappone ed in Occi­dente si cominciò a praticare nelle uni­versità per fare in modo che sia i professori che gli allievi entrassero in contatto prima possibile con quell’arte, il Kung Fu cinese continuò ad essere considerato come uno svago per la classe operaia, che d’altra parte aveva sempre dato i migliori combattenti, ma non degli istruttori che conoscessero anche a fondo le base teoriche dell’arte. Di conseguenza, la maggior parte degli istruttori di Wing­Tsung erano (e tuttora lo sono) camerieri o cuochi, ovvero gente che non aveva veramente capito la teoria e che dunque non poteva tramandarla agli allievi. Yip Man fu una fortunata eccezione. Già a 13 anni, Yip Man ebbe modo di frequentare le lezioni di Chan Wah Shun, il discepolo preferito del Gran Maestro Leung Jan. Wah, il “cambia valute”, non aveva una sua scuola di WingTsung, per questo era costretto a prendere in affitto dei locali tutte le volte che era necessario, Il padre di Yip Man ebbe la gentilezza di mettere a sua disposizione l’antico tempio familiare del dan Yip, in modo che potesse utilizzarlo da sala di allenamento ed impartire li le sue lezioni. Sfortunata­mente, Wah aveva pochi allievi, per via dei prezzi salati, In quanto figlio del proprietario, per Yip Man fu facile entrare in contatto con Chan Wah Shun. Le tecniche di Wah affascinarono il giovane Yip Man sin dal primo momento, per cui decise di apprendere l’arte del WingTsung. Un giorno, Yip Man consegnò al sorpreso Chan Wah Shun la somma di tre taele e gli chiese di essere ammesso come allievo. Wah guardò insospettito il giovane, chiedendosi da dove avesse tirato fuori quei soldi, Quando parlò con il padre di Yip Man, seppe che li aveva “presi” dal suo salvadanaio. Emozionato dalla fermezza e dal desiderio di Yip Man di apprendere il WingTsung, Wah decise di accettarlo come allievo, anche se gli diede le prime lezioni senza troppa convinzione, giacché non era tanto sicuro delle capacità del giovane che considerava semplicemente un membro della classe superiore, troppo sensibile in fondo per la pratica delle Arti Marziali. Tuttavia, con l’aiuto della sua intelligenza ed il sostegno dei suoi “fratelli di Kung Fu” più gran­di, Yip Man riuscì ad apprendere tanto in poco tempo e così riuscì anche a porre fine ai pregiudizi di Wha, che incominciò ad insegnargli sul serio. Chan Wha Shun dedicò 36 anni all’insegnamento, ed in quel periodo ebbe soltanto 16 allievi, fra i quali c’era suo figlio, Chan Yu Min. Tra tutti i suoi discepoli, Yip Man fu il più giovane. Wah il “cambia valute” morì quando Yip Man aveva 16 anni, Quello stesso anno, Yip abbandonò Fatshan per trasferirsi a Hong Kong ed iniziare la sua attività docente presso il St. Stephen’s College. Yip Man stava assiduamente continuando gli studi scolastici, ma questo non gli impediva di battersi con i suoi compagni europei, sconfiggendoli in ogni occasione, nonostante fosse più piccolo di loro. Anni dopo confessò che a quell’epoca era molto arrogante e si sentiva troppo sicuro di se stesso. Un giorno, un amico chiamato Lai gli disse: ‘Nella nostra società c’è un praticante di WingTsung che ha più di 50 anni. È amico di mio padre. Avresti il coraggio di batterti con lui?” Yip Man, giovane e pretenzioso, che in più non sapeva cosa significasse perdere e non aveva paura di nessuno, accettò immediatamente la sfida, Il suo amico lo portò in questa azienda che produceva seta, situata nella Jervois Street, dove l’aspettava quell’uomo. Si presentò come il signore Leung e gli disse: “Dunque sei allievo dell’onorevole Maestro Chan Wah Shun, di Fatshan. Sei ancora molto giovane. Cosa hai appresso dal tuo maestro? Hai già finito la Chum-Kiu?’ Ma Yip Man che era troppo impaziente per combattere, non gli diede troppa retta, limitandosi a dare delle risposte rapide e superficiali, mentre si toglieva il lungo vestito per prepararsi al combattimento. Allora il signor Leung gli disse che poteva attaccarlo a qualsiasi parte del corpo e che lui si sarebbe limitato semplicemente a difendersi senza eseguire alcun tipo di contrattacco e che in nessun caso gli avrebbe fatto del male. Ciò fece in modo che Yip Man si arrabbiasse ancora di più. Tuttavia, attaccò con calma e considerazione. Ma quell’uomo era capace di difendersi dagli attacchi più forti in modo quasi indolente. In diverse occasioni Yip Man cadde per terra, si alzò e continuò ad attaccare, ma soltanto per scoprire che non aveva nessuna opzione. Poi si accorse che quell’uomo era Leung Bik, il figlio minore di Leung Jan, di Fatshan, il Si-fu di Chan Wah Shun (il cambia valute). Bisogna ricordare che Chan Wah Shun fu il maestro di Yip Man. Ciò significa che il signor Leung era in realtà il “fratello minore di Kung Fu” (Si-Dai) del maestro (Si-Fu) di Yip Man, dunque apparteneva ad una generazione superiore alla sua e Yip Man avrebbe dovuto chiamarlo ‘Zio” (Si­ Suk). Se Yip Man non fosse stato così arrogante all’inizio, quando Leung Bik lo aveva interrogato, avrebbe saputo tutti questi particolari da subito. Così decise di continuare i suoi studi di WingTsung con Leung Bik, giacché il suo Sifu era già morto. Doveva sfruttare quell’opportunità unica. Leung Bik, da parte sua, riconobbe il grande potenziale che aveva quel giovanotto, al quale mancavano soltanto un in­segnamento adeguato e dell’esperienza. Leung Bik promise a Yip Man di insegnargli WingTsung. Così, mentre Chan Wah Shun fu per Yip Man l’equivalente di un ‘professore delle elementari”, che gli insegnò, personalmente ed attraverso Ng Chung le potenti tecniche basilari del WingTsung, può dirsi che l’intellettuale Leung Bik, che aveva appreso da suo padre Leung Jan anche la “tecnica dolce” (che teneva segreta) fu il suo “professore universitario” che diede alle sue tecniche un’altra dimensione. Da quel momento Yip Man segui per molti anni il suo nuovo Sifu Leung Bik, apprendendo tutti i segreti del WingTsung. A 24 anni, Yip Man tornò nella sua città di origine, Fatshan, come un vero maestro del WingTsung. Yip Man era figlio di un benestante, per tal motivo ebbe a disposizione tutto il tempo che voleva per praticare WingTsung insieme al Si­Hing Ng Chun So ed al suo allievo Yuen Kay Shan. Yuen Kay Shan era soprannominato “Yuen il quinto” dato che era il quinto figlio nella sua famiglia. A Fatshan tutti lo chiamavano in quel modo, fino al punto che più tardi nessuno si ricordò più quale fosse il suo vero nome. Pur essendo qualche anno più grande di Yip Man, nella terminologia ci­nese del Kung Fu era invece suo “nipote” (Si­Djuk), perché Yip Man apparteneva ad una generazione di Kung Fu superiore ovvero aveva iniziato prima la pratica del WingTsung. Tuttavia, praticando insieme tutti i giorni, dimenticarono presto di appartenere a delle generazioni differenti (qualcosa di molto strano nella tradizione cinese), diventando ben presto amici per la pelle. A Fatshan Yip Man si accorse di un fatto insolito ed anche inquietante: aveva superato tutti i suoi colleghi più anziani (Si-Hing). Anche loro se ne accorsero e si lamentarono, dicendo che lui aveva appreso qualcosa che il loro comune maestro Chan Wah Shun non gli aveva insegnato. Per questo motivo lo rimproverarono, soprattutto quelli che erano stati sconfitti, dicendogli che si era allontanato dalla “vera teoria” del WingTsung e che non insegnava un WingT­sun “corretto”. (Curiosamente a Leung Ting che apprese la “tecnica dolce” da Yip Man come allievo privato, gli furono fatti più in avanti gli stessi rimproveri). Tutto ciò scatenò una serie di discussioni fra Yip Man ed i suoi Si-Hing. Per fortuna Ng Chung So chiarì questa situazione. Spiegò loro che il suo Sifu Chan Wah Shun, nonostante fosse stato un gran maestro, non fu capace di insegnargli completamente ciò che padroneggiava, perché non aveva la necessaria formazione scientifica per spiegare la complessa teoria del WingTsung. Leung Bik invece, non solo era un esperto in WingTsung, ma anche un saggio, per questo fu capace di spiegare esattamente a Yip Man la teoria essenziale del WingTsun. (Bisogna anche dire che quasi tutte le pubblicazioni note sull’arte del combattimento di Yip Man sottolineano la massima importanza della linea centrale, ma nessuno fuori dalla scuola di Leung Ting è capace di spiegare correttamente questo concetto). Questa è la differenza fondamentale tra Yip Man ed i suoi colleghi più anziani. Yip Man non nutriva alcun interesse per la fama o la ricchezza e non si vantò mai delle sue abilità davanti ad altri. Ma si raccontano degli aneddoti curiosi, anche se delle volte un po’ esagerati, che testimoniano come certe volte sia stato costretto ad usare le sue tecniche. Ad esempio: una volta l’anno si teneva una festa a Fatshan alla quale partecipavano tutti i ricchi mercanti, im­prenditori e persone di spicco della comunità, nonché gente di altre città vicine. In quelle occasioni la gente per strada era talmente tanta che era difficile trovare un posto per guardare lo spettacolo. Ad una di quelle feste partecipò anche Yip Man con alcune giovani signori­ne. Vicino a loro si trovava un soldato. Yip Man in genere non amava troppo i soldati. A quell’epoca chi diventava soldato era di solito un bandito o un pigro. C’era un proverbio popolare che diceva che i bravi giovani non diventavano soldati. Le accompagnatrici di Yip Man erano vestite elegantemente e la loro bellezza ed il loro comportamento squisito attirarono il soldato. A Yip Man non piacque che il soldato si avvicinasse a loro signorine e che parlasse in modo scortese, dunque lo rimproverò e cominciò a discutere con lui. Il soldato si sorprese vedendo che Yìp Man non era un intellettuale teorico e si arrabbiò ancora di più, tirò fuori la sua pistola e gliela puntò addosso. Yip Man non ebbe la minima esitazione. Deviandogli il braccio, gli tolse la pistola e levò il tamburo dell’arma con le dita. Prima che il militare si riprendesse dallo spavento, Yip Man e le sue accompagnatrici erano spariti. Questo episodio è stato desa diversi testimoni in altrettanti modi. C’è persino chi dice che ruppe la pistola in due...